24 July 2017

Conflitti al lavoro: qualche suggerimento per gestirli al meglio

Un piano d'azione per accogliere, analizzare e risolvere in modo positivo i conflitti che nascono tra collaboratori

Si potrebbe definire il tema dei conflitti al lavoro come un “evergreen”, un grande classico che si ripresenta negli ambienti professionali a tutti i livelli gerarchici dell’organigramma. Ne parliamo anche in questo blog proponendovi qualche suggerimento per cercare di gestirli al meglio, a partire dal piano d’azione che segue:

 

ACCETTARE

Ci ripetiamo: nell’ambito professionale, i conflitti sono all’ordine del giorno; aldilà delle cause che  generano lo scontro, che possono essere le più svariate compreso l’aspetto caratteriale dei “duellanti” di turno, si può affermare con certezza che è naturale e fisiologico. Quindi, impariamo ad accettarlo proprio perché inevitabile!

 

NON IGNORARE

Il conflitto può essere anche benefico (si, avete letto bene!) quando viene gestito correttamente: in questo caso può rafforzare un rapporto, aumentare l’autostima o stimolare la creatività e la produttività in Azienda. Se invece viene condotto male, o peggio, ignorato, rischia di pesare negativamente sia a livello personale che lavorativo, non solo sul singolo individuo ma su tutta l’organizzazione.

 

ANALIZZARE

Se disposti ad affrontare il conflitto, per prima cosa occorre esaminare la situazione a partire dal contesto in cui si è generato, dalle motivazioni di fondo, dalla storia personale e dalla relazione in atto tra i protagonisti. Per capire in profondità le dinamiche del conflitto – quindi gestirlo per arrivare a una soluzione ottimale – proviamo ad analizzarlo in modo strutturato aiutati da una serie di domande:

  • Cosa realmente ha fatto scattare la scintilla?
  • Si è trattato di un pretesto per sfogare una situazione già compromessa oppure di un motivo valido?
  • Da dove ha avuto origine?
  • L’ambito in cui si è sviluppato è un contesto sereno o già minato da situazioni problematiche?
  • Poteva essere evitato o affrontato prima?
  • Quali sono le caratteristiche dei diversi attori e come si pongono di fronte al problema?
  • Quali sono le dinamiche che si sono sviluppate tra di loro?
  • Quali saranno i costi e i benefici legati al conflitto?

 

ASPETTARE IL MOMENTO GIUSTO

Una volta che il conflitto è stato innescato, non bisognerebbe lasciare che le cose si sistemino da sole perché – come quando non curiamo bene il raffreddore e ci becchiamo la bronchite – le situazioni irrisolte si possono ripresentare in forma ancor più grave. Occorre cercare il confronto nel momento giusto e nel modo giusto, quando cioè non siamo preda delle emozioni e di eventuali desideri di rivalsa. Se in occasione del confronto ci sentiamo frustrati, nervosi o agitati, prendiamoci qualche minuto e aspettiamo l’occasione più adatta per evitare di agire con impulsività.

 

AVVIARE IL CONFRONTO

Affinché il confronto sia positivo, occorre esprimere in prima persona i propri pensieri (distinguendoli bene dai sentimenti), cercare di capire i bisogni dell’altro, proporre soluzioni costruttive al problema iniziale, sdrammatizzare e alleggerire l’evento senza però sminuire le problematiche o ridicolizzare i colleghi. Affrontare il conflitto a mente fredda ma con un pizzico di ironia e auto-ironia aiuta a trovare una soluzione ottimale e a raggiungere reciproca di soddisfazione tra le parti.

 

Questi e molti altri consigli pratici sono disponibili nei nostri percorsi di formazione in stile Smile. Ma intanto, perché non provare a mettere in pratica quanto appena suggerito?