18 July 2019

User experience & piattaforma: da percorso formativo a viaggio indimenticabile

Come i dettagli migliorano learning engagement e retention

L’esperienza dell’utente in piattaforma va ben oltre i contenuti e la forma dei nostri corsi. È definita da equilibri sottili: una notifica, un bottone, un messaggio di benvenuto, un pop-up. Parliamo di dettagli che generano sensazioni così leggere da essere elaborate dalla mente in totale autonomia. E così, una piccola, quasi impercettibile, nota stonata può smorzare silenziosamente l’entusiasmo, anche verso quel corso che, su carta, ci sembrava così appetibile.

Questo accade quando ci concentriamo esclusivamente sui risultati formativi desiderati o direttamente sul ROI: guardiamo oltre, ci focalizziamo sul traguardo, senza renderci conto che accompagnare le persone nel viaggio formativo in piattaforma, spianando difficoltà, addolcendo le curve e curando il paesaggio, ci garantirà molteplici vantaggi!

  • Chi non vede i benefici del traguardo, potrebbe non essere spinto a intraprendere il viaggio. Se invece già la partenza è ricca di stimoli, l’avventuroso esploratore che c’è in noi ci darà la giusta spinta;
  • Non tutti sono viaggiatori esperti: qualcuno si scoraggia, qualcun altro non sa affrontare gli imprevisti… E così, quanti ne perdiamo lungo il percorso? Fornire a tutti gli strumenti per affrontare il viaggio in serenità farà sì che tutti, chi prima chi dopo, arriveranno alla fine.
  • Chi arriva alla fine con fatica, ci penserà bene prima di intraprendere un altro viaggio: lasciamo un bel ricordo e le persone torneranno in piattaforma senza… pushing!

Ma quali sono allora i punti di attenzione su cui focalizzarci?

Per capirlo, ci siamo fatti ispirare da un’esperta della User Experience, Serena Giust: condivide il suo know-how nel libro UX WRITING – micro testi, macro impatto, in cui ci spiega come parole ed emozioni guidano gli utenti nella navigazione.

Noi l’abbiamo letto ed ecco quindi 3 tips da cui partire per rendere ogni percorso un viaggio memorabile!

Brand, per emozionare

La piattaforma deve essere inequivocabilmente VOSTRA, e di nessun altro. È il vostro Brand che parla, che invita gli utenti a scoprire, che li coinvolge, li invoglia a migliorarsi, perché il Brand emoziona. Ci perdoneranno gli UX designer se sforiamo nel loro campo, ma dobbiamo sfruttare tutte le possibilità che ci offre la piattaforma per personalizzarla al massimo.

Per esempio…

Homepage, bottoni, icone… abbiamo customizzato il template con la nostra palette? Abbiamo garantito coerenza fra la nostra Brand Identity e il tone of voice dei testi? Abbiamo guardato l’insieme con occhio critico, imprimendo la nostra personalità su ogni dettaglio?

La prova del 9:

Chiediamoci se stiamo accogliendo i nostri collaboratori in piattaforma con la stessa cura con cui accogliamo ogni giorno i nostri Clienti, perché, in questo caso, i nostri clienti sono loro ed è come loro che vogliamo farli sentire per lavorare sull’automotivazione!

Da informazione a conversazione

Gli utenti sono persone. Non stiamo inviando un messaggio, stiamo amabilmente chiacchierando con loro: come se fossimo nel corridoio del training, per accompagnarli da una stanza all’altra, da un modulo all’altro.

Per esempio…

Se il training fosse face to face, non inviteremmo i partecipanti a entrare in aula pronunciando un monocorde “Entrare qui”. Più probabilmente, diremmo: “Prego, accomodatevi: da questa parte!”. I testi di raccordo, così come quelli dei nostri corsi, devono sì essere brevi, ma devono anche trasmettere costantemente umanità, calore ed empatia. Solo così la nostra audience si sentirà rassicurata, coinvolta, motivata. “Cominciamo!”, in questo caso, potrebbe essere una semplice, valida alternativa.

La prova del 9:

Leggiamo i testi a voce alta, ascoltiamo e analizziamo il tono delle nostre parole: se il nostro utente fosse lì, alla scrivania con noi, siamo sicuri che ci sentiremmo tutti perfettamente a nostro agio impostando una conversazione con quello stile?

A prova di… tutti!

Piattaforma, gamification, newsletter… Ma il livello di confidenza del nostro pubblico con gli strumenti della formazione è più vario che mai: dai nativi digitali (quelli che in una mano un pc, nell’altro lo smartphone) ai nemici della tecnologia (gli affezionati di carta e penna per intenderci… come la sottoscritta 😊).

Per esempio…

Ci siamo trovati a riflettere sul tema con un nostro Cliente in particolare, che tratta i suoi collaboratori così bene da avere un turnover molto basso e un’altissima percentuale di Risorse storiche. Nonostante l’entusiasmo e la forte voglia di mettersi in gioco, il rischio che la tecnologia venisse percepita come un ostacolo insuperabile era dietro l’angolo. E quindi? E quindi, li abbiamo guidati e rassicurati:

  • semplificando e organizzando attentamente la struttura e la navigazione (pillars, corsi, percorsi…);
  • dosando lo storytelling, a favore di un wording inequivocabile (da “Mettiti alla prova!” a “Clicca qui per testare le tue competenze!”)
  • accompagnando il lancio di ogni percorso con un breve ed efficace tutorial per imparare a muoversi in piattaforma.

La prova del 9:

Prima di lanciare un nuovo contenuto, facciamo sperimentare il corso a un collega completamente estraneo sia al progetto, che alla piattaforma. Meglio se nemico della tecnologia. Se la reazione è questa…

…c’è qualcosa da migliorare! 😊