Innumerevoli sono i film che in qualche modo possono essere anche un’occasione di riflessione per chi ricopre il ruolo di manager o leader perché spesso importanti lezioni possono essere tratte anche da prodotti cinematografici che apparentemente non hanno nulla a che fare con i contesti aziendali… In questo articolo verranno presentati un documentario e due film che offrono differenti punti di vista sulla leadership.

 

Jiro Dreams of Sushi (2011) di David Gelb

Come abbiamo detto ci sono film, o documentari come in questo caso, che possono impartirci indirettamente o su un piano puramente metaforico una grande lezione. È questo il caso di ‘Jiro Dreams of Sushi’, documentario di David Gelb del 2011 che fa conoscere al mondo l’ottantacinquenne Jiro Ono, da molti riconosciuto come il miglior chef di sushi mai esistito. Il suo sushi bar a Tokyo è l’unico ad aver ricevuto 3 stelle Michelin: ma come si arriva a preparare il miglior sushi del mondo? È nella filosofia che soggiace l’esistenza di Jiro che scopriamo il segreto del suo successo. Nella cultura nipponica Jiro è definito uno shokunin, che nella traduzione italiana diventa “artigiano”. L’anziano chef proprio all’inizio del documentario rivela: “dovete letteralmente innamorarvi del vostro lavoro” ed è seguendo questo mantra che lui ha speso una vita a perfezionare la sua arte culinaria per arrivare a lambire la perfezione. Ma per questo personaggio l’apice non è ancora stato raggiunto, proprio perché si tratta di un impegno quotidiano che non può ritenersi soddisfatto nemmeno del più importante risultato.
Volete un’ulteriore conferma del perché Jiro consideri il suo lavoro (e nel suo caso risulta quasi offensivo definirlo tale) una vocazione? I suoi apprendisti chef passano anni a perfezionare solo la cottura del riso o il taglio del pesce per poi poter affrontare compiti più impegnativi. Per concludere: la passione per il proprio lavoro, la dedizione e il quotidiano e paziente perfezionamento delle nostre skill ci permettono di raggiungere vette sempre più alte.

 

Whiplash (2014) di Damien Chazelle

Questo splendido film del regista di ‘La La Land’ Damien Chazelle segue i progressi di un giovane musicista che, proprio come Jiro, dedica anima e corpo al raggiungimento di un obiettivo: diventare un batterista di successo. ‘Whiplash’ è interessante su due livelli: sicuramente impressiona vedere quanto Andrew, il protagonista, si impegni quotidianamente fino allo stremo delle forze per poter diventare la prima batteria della band del conservatorio che frequenta. La sua dedizione diventa una vera e propria ossessione tanto che arriva anche sacrificare la sua relazione sentimentale pur di ottenere ciò che desidera. Ma in questa sede preferiamo concentrarci maggiormente sulla figura del direttore d’orchestra interpretato con maestria da J.K. Simmons. Il suo ruolo di mentore aiuta a riflettere su due aspetti: anche chi ricopre i ruoli dirigenziali più alti ha avuto e ha bisogno di un mentore che aiuti a modellare il percorso formativo ma soprattutto qualsiasi leader deve, a sua volta, fungere da modello per i suoi collaboratori. Nella scena del film che vi abbiamo proposto, Simmons descrive proprio ciò che dovrebbe fare un buon mentore: spronare incessantemente il proprio allievo a dare il massimo e a non sentirsi mai soddisfatto perché nulla può essere più dannoso che accontentarsi per un discreto risultato ottenuto.

 

Thank You For Smoking (2005) di Jason Reitman

Chiudiamo con uno dei film più citati nei contesti aziendali: ‘Thank You For Smoking’ di Jason Reitman. Il protagonista Nick Naylor (interpretato da Aaron Eckhart) lavora per una lobby del tabacco statunitense e viene pagato per difendere pubblicamente l’industria delle sigarette da tutte le accuse che da più parti riceve. Sebbene non sia nostra intenzione presentarvi Nick come modello eticamente retto da seguire, è vero tuttavia che dal punto di vista della leadership il lobbista può insegnarci molto. La sua figura, infatti, racchiude molte caratteristiche trasversali che ogni manager dovrebbe possedere: abilità di crisis management, conoscenze della psicologia alla base di marketing e advertising, sviluppo del proprio personal branding, notevoli doti comunicative e di negoziazione. Nick, quindi, incarna il modello del leader moderno che deve sapere come destreggiarsi in situazioni che richiedono differenti approcci.