Ormai alla sua XIII edizione, anche quest’anno l’Osservatorio Non Food 2015 (GS1 in collaborazione con TradeLab) presenta i dati relativi all’anno precedente ed espone i trend più rilevanti.

Mattinata ricca di numeri, casi aziendali internazionali, testimonianze e spunti. Quest’anno particolarmente rilevanti per chi si occupa di Risorse Umane in azienda perchè, per determinare la misura della crescita dei prossimi anni, sono proprio le persone e, soprattutto lo staff di negozio, a fare la differenza!

I dati dell’Osservatorio Non Food 2015

  • TradeLab ha rilevato un 2014 ancora negativo per quel che riguarda i consumi (-1,4%) ma in miglioramento tra il 1° e il 2° semestre, con il 2015 che si è aperto con un’incoraggiante crescita
  • Tuttavia, questa crescita è ancora determinata anche dalla riduzione dei margini e dal ridimensionamento della rete fisica (-7,2% delle grandi superfici e delle catene)
  • L’e-commerce è ancora poco rilevante in Italia ma in forte crescita

La reazione delle imprese

    1. Specializzazione e distintività per emergere e farsi scegliere
    2. Low cost e dinamicità dell’offerta per mantenere sempre alto l’interesse del cliente rispetto al brand
    3. Relazione con il luogo (ritorno ai centri storici delle grandi catene) e tra la rete fisica e il digitale per essere sociali in tutti i sensi
    4. Non solo vendite ma anche azioni pop-up per stimolare relazione, diffondere il brand e testare nuove formule/prodotti

La centralità delle persone

  • TradeLab: “L’unico modo per determinare una crescita significativa è cavalcare questo cambiamento e per farlo bisogna investire in cultura manageriale”
  • Kiki Lab: “Vanno ripensate le competenze in negozio per cui lo staff si deve trasformare in ambasciatore. Non solo in negozio ma anche online e agli eventi locali”
  • GfK: “Al retail servono nuove competenze per fare storytelling in store (non solo visual design ma anche personale): per i meri acquisti, c’è il digitale ma in negozio servono esperti di relazioni umane”
  • Zodio: “Va stimolata la complicità tra negozio, staff e cliente per fornire idee sempre nuove. Se il cliente non ha nuove idee, non ci sono prospettive di vendita”

È chiaro quindi come sia sempre più importante concentrarsi sulla formazione delle persone non solo come punto di incontro con il cliente ma soprattutto come divulgatori della cultura dell’esperienza: dentro e fuori dal negozio.