I focus del New People Leader: Talent e Self-Development

Sviluppare i talenti e lavorare su sé stessi sono le priorità su cui ogni People Leader dovrà concentrarsi per diventare (pro)motore del cambiamento.

Siamo arrivati all’ultima puntata del nostro approfondimento sui focus principali dei New People Leader, e non a caso trattiamo in parallelo i prossimi due temi: Talent e Self-Development. Noi di Smile to Move siamo infatti convinti che la crescita di un intero team debba partire dal coltivare i singoli talenti, ma anche che queste azioni richiedano una leadership altrettanto consapevole delle proprie aree di forza e di miglioramento.

Talent

Stessi valori, uno stesso grande obiettivo, infiniti modi per raggiungerlo

Partendo dalla Just Cause dell’azienda, il Leader deve saper delineare concretamente una meta, una destinazione a cui i membri del team dovranno puntare e guidarli nelle incertezze e nelle avversità grazie a una cultura della sperimentazione e quindi del feedback (anzi del feed-forward) continuo. In questo contesto, l’errore dovrà essere vissuto come indicatore di autoanalisi per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato e solo così il Leader potrà stimolare l’adozione di processi e strumenti concreti per consentire la crescita di tutti.

Al contempo, il People Leader sarà chiamato sempre di più a interessarsi attivamente alla sfera personale del proprio Team per riuscire a motivare, coinvolgere e mettere a frutto gli elementi individuali che fanno la differenza, come carisma, curiosità e spirito d’iniziativa. Come? Imparando a conoscere a fondo le proprie persone!

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Self-development

Agilità mentale ed emotiva per vivere il cambiamento come un’opportunità

Maggiore è l’incertezza dell’ambiente circostante e maggiore sarà la capacità di reinventare sé stesso (e le sue risorse) che il Leader dovrà dimostrare. La parola chiave diventa dunque pivoting, ossia il saper mettere completamente in discussione noi stessi, compreso il nostro insieme di competenze e abitudini, per passare da uno stato di immobilità nel cambiamento a quello di azione ponderata.

Certo, rinunciare alle pratiche consolidate – più o meno efficienti – che ci avevamo tenuti a galla fino a ora potrebbe far sentire a disagio il Leader che finora ha agito seguendo il mantra della resilienza; tuttavia, il vero Leader è consapevole delle opportunità date dall’imprevisto e dell’importanza di introdurre cambiamenti che sappiano reinterpretare la strada per raggiungere gli obiettivi assegnati.

Spetterà dunque in primis al Leader il ruolo di (pro)motore del cambiamento: imparando a ragionare in un’ottica infinita di evoluzione continua, utilizzando le tecniche di attivazione dei nuovi comportamenti per guidare le persone ad abbandonare le abitudini non più proficue e ad adottarne di migliori, promuovendo l’agilità mentale che serve a favorire la produttività e premiando lo sviluppo personale dei singoli.

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